Una città di fintech, centri di servizi internazionali, tecnologia, intelligenza artificiale e talenti specializzati. Ora, per la prima volta, Lisbona compare nella classifica di Colliers dei principali centri operativi europei per i servizi finanziari. La notizia è positiva. Ma entrare in una classifica non dovrebbe mai essere l’obiettivo finale. La vera domanda è se disponiamo di una strategia per trasformare questa posizione in un vantaggio economico duraturo.
Lo studio «Top Global Financial Services Markets 2026», che ha analizzato oltre 200 mercati internazionali, mostra che il settore finanziario sta attraversando una profonda trasformazione. New York, Londra e Singapore continuano a fare da traino, ma le aziende non scelgono più le sedi esclusivamente in base alla reputazione storica o alla vicinanza ai principali centri finanziari. Sono alla ricerca di talenti tecnologici, capacità di innovazione, costi competitivi, qualità della vita ed ecosistemi in grado di stare al passo con la trasformazione causata dall’intelligenza artificiale. È proprio su questa nuova mappa che Lisbona comincia a trovare il proprio spazio.
E forse è importante comprendere che Lisbona non ha bisogno di diventare una nuova Londra o una piccola New York. Un’ambizione del genere sarebbe non solo irrealistica, ma anche superflua. La vera opportunità sta nel capire dove possiamo competere al meglio. Il Portogallo sta attirando centri di servizi condivisi, operazioni finanziarie internazionali, fintech e funzioni specializzate. Disponiamo di talenti qualificati, università, un ecosistema tecnologico in crescita e una qualità della vita che continua a rappresentare un argomento importante per attrarre professionisti internazionali.
Ma il mondo sta cambiando rapidamente. L’intelligenza artificiale generativa potrebbe, secondo lo studio, aumentare gli utili operativi delle banche fino al 15%, creando circa 340 miliardi di dollari di nuovo valore per il settore. Ciò significa anche che la concorrenza non sarà più solo tra banche o centri finanziari. Sarà una competizione globale per ingegneri del software, specialisti dei dati, professionisti della sicurezza informatica e talenti nel campo dell’intelligenza artificiale.
È qui che il Portogallo deve affrontare la sua vera prova. Siamo in grado di attrarre le aziende, ma riusciremo a trattenere i talenti? Siamo riusciti a formare ottimi professionisti, ma disporremo di salari, alloggi, mobilità e condizioni urbane in grado di trattenerli nel Paese? Siamo riusciti ad attirare nuove operazioni internazionali, ma siamo pronti a garantire gli uffici, le infrastrutture digitali e l’energia di cui queste aziende hanno bisogno?
Queste domande non sminuiscono l’importanza dell’ingresso di Lisbona in questa classifica. Al contrario, evidenziano la portata dell’opportunità.
Ho scritto più volte che il Portogallo sta cambiando più rapidamente di quanto spesso ci rendiamo conto. Lo vediamo nel settore spaziale, nella difesa, nell’energia, nei data center, nell’intelligenza artificiale, nella tecnologia e ora anche nella crescente sofisticazione dei servizi finanziari. Non si tratta di eventi isolati. Sono segni di un’economia che sta cercando un nuovo posizionamento in Europa e nel mondo.
Lisbona non ha bisogno di sostituire Londra o New York. Bisogna capire che l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole del gioco e che, quando le regole cambiano, i nuovi attori hanno finalmente l’opportunità di entrare in campo.
Lisbona è già entrata in campo. Ora dovete assicurarvi non solo di rimanere sulla mappa, ma anche di poter costruire una posizione duratura su di essa.









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