Nell'ultimo giorno di votazione sulle specifiche del Bilancio dello Stato 2026, la proposta di Chega è stata approvata con il sostegno di PSD e CDS-PP, i voti contrari di PS, PCP, BE, Livre e PAN e l'astensione di IL.
La proposta prevede che il Governo, in coordinamento con l'Anafre, riveda le regole per il rilascio dei certificati di residenza ai cittadini stranieri, definendo in questa revisione un limite massimo al numero di certificati di residenza da rilasciare per proprietà e un rafforzamento degli "obblighi di prova della residenza effettiva".
"Quando l'applicazione delle norme di cui al paragrafo precedente comporta una diminuzione considerevole delle entrate proprie del rispettivo Consiglio parrocchiale, il Governo è tenuto a compensare tale perdita", si legge nell'iniziativa.
Nella relazione che accompagna il progetto, il Chega sostiene che, con la "politica di immigrazione deregolamentata", "il sovraffollamento delle proprietà è diventato una realtà preoccupante, soprattutto nelle zone in cui la popolazione immigrata, a causa delle difficoltà economiche e della mancanza di alternative abitative, si concentra in spazi angusti e inadeguati a garantire condizioni minime di dignità e sicurezza".
Il partito ritiene che "il Portogallo sia in ritardo in un settore ormai essenziale per la coerenza delle sue politiche abitative e migratorie" e ritiene "essenziale rivedere le condizioni di concessione dei certificati di residenza da parte dei Consigli parrocchiali".
"Si tratta di una misura che difende i residenti, protegge il patrimonio urbano, combatte l'immigrazione clandestina, previene le frodi documentali e garantisce l'esistenza di risorse pubbliche per coloro che sono in regola", si legge nel testo.







